venerdì 22 maggio 2009

Relatività


Poco tempo fa sono finita sul blog di Carlo..non conosco questo ragazzo ma un suo post mi ha fatto tornare in mente un piacevole ricordo di quando avevo 15 anni.
Stavo con un ragazzo di cui ero perdutamente innamorata e col quale trascorrevo pomeriggi interi. La sua casa era fresca, piacevole, spesso andavamo in una stanza grande al pian terreno dove c'era il camino (ovviamente spento) un divano e un quadro che riproduceva "il Quarto Stato" di Giuseppe Pellizza da Volpedo.
Passavamo le giornate insieme ascoltando musica dei Prodigi e di Aphex Twin e bevendo tè freddo al guaranà. I suoi genitori erano persone di una simpatia incredibile, sua madre mi divertiva un sacco con la sua voce gracchiante e la sua risata coinvolgente, mentre suo padre, un tipo taciturno, parlottava sotto i baffi mentre leggeva il manifesto infamando le idee politiche di destra.
Il mio ex era bellissimo: alto, occhi verde smeraldo, un viso squadrato incorniciato da lunghi ricci castani e come me follemente innamorato.I pomeriggi dopo la scuola in quella casa erano sempre più piacevoli e divertenti..insomma..tutto perfetto tranne un piccolo particolare...
quanto mi stava sul cazzo sua sorella!!!
Quella tettona malefica era gelosa del nostro amore e faceva di tutto per metterci in imbarazzo con le sue battutine. Ci derideva con le sue amichette, non mi apriva la porta di casa quando arrivavo e se l'apriva non mi salutava nemmeno, controllava la stanza del fratello dopo che aveva trascorso del tempo con me, se m'incontrava per la strada si girava dall'alra parte o rideva con le sue solite cazzo di amichette e poi ciliegione sulla torta.......(e questo per me era l'ostacolo peggiore da superare) MI SFIDAVA A TETTE! Io a tette ero messa malissimo (e non so perchè sto usando il passato!) ...ma lei era una maggiorata!!!Tutte le volte che arrivavo in casa con le mie semplici magliettine ed il mio decoltè da fame lei sfoderava i più grossi e rigogliosi seni avvolti da scolli mozzafiato in strette magliette bianche..la odiavo.
Ogni occasione era buona per sfidarci.
Tiravamo fuori il meglio di noi stesse per dimostrare che una valeva più dell'altra:
- dai voti a scuola ai gusti musicali (e lì la battevo perchè lei non capiva un cazzo)
- dal motorino ai vestiti (e qui mi batteva lei perchè oltre ad avere una quantità industriale di vestiti dal momento che era viziatissima, aveva anche il motorino dei miei sogni: il Booster nero..io invece mi accontentavo del Sì viola al quale ero tanto affezionata ma che solo l'idea di accenderlo di fronte a lei mi faceva sotterrare dalla vergogna: per farlo partire mi toccava fare quasi tutta la strada pedalando come una disperata finchè non sentivo il famoso "scoppio" di partenza..che figure infelici, vabbè non ci pensiamo..)
- ai libri.Facevamo a gara a chi chiedeva più libri in prestito al mio ex (che era un tipo molto colto e che si divertiva come un matto a vederci guerreggiare)
-alle abilità manuali........e qui si arriva al racconto serio.

I dipinti che ha pubblicato Carlo di Edgar Noè Vannelli mi hanno fatto tornare alla mente le incisioni contorte di Maurits Cornelis Escher..sono due modi di disegnare completamente diversi ma il bianco ed il nero mi ha riportato alla mente la più grande sfida della mia adolescenza... contro la tanto temuta tettona.
Prima di tutto dovete sapere che la mia antagonista era abilissima nel fare i puzzle.
Io non ci capivo niente. Quello era un bel punteggio a suo favore.
Un pomeriggio estivo io ed io mio amatissimo ricciolone passeggiavamo per il centro mano nella mano. Capitammo in un negozino particolare dove il nostro sguardo fu rapito da qualcosa di altrettanto particolare.
Una scatola contenenti mille pezzetti per comporre uno strano quadro: "Relatività" di Escher.
Un puzzle alquanto insolito.
Il ricciolone esordì: "cavolo quant'è bello!Mi piacerebbe incorniciarlo e metterlo in camera mia. Lo farò fare a mia sorella, tanto lei è capace di fare anche questo!".
Qualcosa dentro di me si mosse.Invidia.
Arrivammo a casa con la strana scatola e la portammo alla tettona. Lei con non curanza guardò il labirintico disegno in bianco e nero.. e fu in quel momento che accadde una cosa bellissima. La sua espressione si fece seria, velatamente preoccupata. Cominciò a rigirare la scatola tra le sue mani.L'atteggiamento era evidente: trovare una scusa per non affrontare quell'impresa e la causa era ancora più evidente..non sapeva fare quel puzzle.
Dopo pochi minuti tirò la super cazzata senza scomporsi minimamente: "Non è della Ravensburger e io faccio solo puzzle di quella marca lì perchè..i pezzetti hanno l'incastro perfetto!"...
La prima cosa che pensai fu "Ma guarda sta stronzetta..gliela incastrerei io una bella pedata nel sedere! ma chi diavolo si crede di essere?"..poi guardai il mio ricciolone deluso..e fu lì che presa dall'ennesimo impeto di sfida dichiarai: "Bene. Se non te lo fa lei vorrà dire che te lo farò io!".
Lei balzò in piedi "Da quando in quà sai fare puzzle?"..e io "Da sempre, quelli in bianco e nero poi, sono la mia specialità!Tra poco amore mio avrai il tuo puzzle in cornice".
Sempre la solita esibizionista..ma la realtà era che..NON SAPEVO DA CHE PARTE RIFARMI!

Passai giornate e nottate intere a fare quel puzzle.
Solo dopo aver tirato giù tutti i Santi dal Paradiso cominciai a scoprirne i trucchi.
Nelle calde nottate estive scoprii che i puzzle si cominciano dalla cornicie.
Imparai a distinguere i pezzetti ed a separarli in piccole vaschette: in una le scale, in una i particolari, in una le teste degli omini, in un altra lo sfondo nero.
Passavo le giornate a cercare le piccole teste nella mischia dei pezzetti chinata per terra e le nottate ad assemblarli su di un piano di compensato sotto la luce della mia scrivania.
Dormii veramente poco, la mia cameretta rimaneva un puntino acceso in mezzo ad una buia, calda e silenziosa Pistoia che dormiva.
Ma la sfida era troppo avvincente: dovevo incorniciare quel puzzle nel minor tempo possibile!
..e così fu..inserii l'ultimo pezzetto nero del quadro "RELATIVITA' " di Escher una notte di luglio.
Era bellissimo e sorattutto..l'avevo fatto con le mie mani!!!
Il giorno dopo lo incorniciai e lo regalai al mio amatissimo ricciolone che lo appese nella sua camera da letto.
Inutile dire che la mia rivale si mangiò il fegato specialmente dopo esser stata bersagliata dal fratello sul fatto che a lei, in realtà, quel puzzle non riusciva.
Dopo pochi mesi la sfida continuò..l'avversaria maggiorata si buttò nella costruzione del "Trittico delle Delizie" di Bosch. 5000 pezzi.
Non sono riuscita a continuare la sfida con lei per il semplice motivo che io e il bellissimo ricciolone ci lasciammo..
Dopo anni (ormai amici) riaccomagnai il mio ex amore a casa e, oltre ad essere colpita da una piacevole mitraiata di ricordi, vidi due cose che mi fecero sorridere: il "Trittico delle Delizie" incorniciato nella stanza del camino vicino al "Quarto Stato"e la mia "Relatività" ancora appesa e conservata come una reliquia nella camera da letto del mio ex ricciolone..
Nel tempo ho continuato a fare puzzle di altri artisti ma il mio preferito rimane Escher, anzi... ora che ci penso, ce n'è uno che devo ancora terminare e che mi sta aspettando..
Dedico a Carlo "Relatività"... grazie per avermi fatto fare questo piacevole viaggio nella mia adolescenza.




4 commenti:

Gattafruata ha detto...

Bellissimo post e bellissimo quadro...credo che abbia ispirato anche una scena di uno dei miei film preferiti: Labyrinth...col grande David Bowie e il suo paccone imbottito!

angelina ha detto...

...è anche uno dei miei preferiti..soprattutto per il paccone imbottito del mio cantante preferito!!!!!!!

carlo ha detto...

Che dire,fantastico post angelina!..Escher è uno dei miei artisti preferiti e l'ho scopertò nel mio ultimo anno di Liceo mentre cercavo informazioni sul relativismo e la relatività: era un'idea per la mia tesina, che poi non ho sviluppato a mio dispiacere...è andata per le "metamorfosi" e Kafka...da subito mi impressionò per come, questo artista, sapeva usare le rigide regole della geometria prospettica per creare queste illusioni, a mio dire, uniche.
E sono contento di averti ispirato questo piacevole viaggio nel passato: i puzzle, le sfide con la sorella "nemica", il ricciolone, i quadri...se non altro spero di aver rievocato ricordi piacevoli, che almeno a me (anche se non ti conosco) hanno fatto sorridere...Ed ecco come le immagini, tra cui i quadri e quant'altro, diventano anch'essi i pezzi di un puzzle che è la nostra vita, suscitando emozioni che così riusciamo a conservare...

angelina ha detto...

sì, è stato divertente ricordarmi questa sfida e non solo..è stato anche molto piacevole scrivere questo racconto. Ho sempre scritto un sacco fin da piccola, è una mia passione, ed è la prima volta che m'impegno così tanto sul blog.
Ma te guarda un semplice disegno pubblicato sul post di una persona che non conosco quante sorprese ti può dare..beh, grazie...alla prossima sorpresa!